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Esemplare in pergamena: stato di conservazione prima del restauro

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            Vediamo ora come si procede per un intervento di restauro: La prima fondamentale operazione è quella di fotografare e descrivere il documento da restaurare: è bene che la documentazione fotografica segua tutte le fasi del restauro, per testimoniare le modifiche intervenute durante le singole fasi. Si procede poi a compilare una scheda progetto nella quale vengono annotate tutte le  informazioni storiche, le tecniche di costruzione e i materiali di cui è composto il libro da sottoporre a intervento. Nel caso dello statuto in pergamena, abbiamo un volume rilegato in pelle con impressioni a secco che misura 27,80 x 21,30 x 3,50 cm. Nelle foto: coperta anteriore, coperta posteriore e taglio di testa Compito del bibliotecario-restauratore è quello di descrivere in maniera chiara e univoca lo stato di salute del libro così da poterne prescivere la terapia , indicando la procedura e le soluzioni ...

Il kit del perfetto restauratore

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Codice membranaceo durante la fase di restauro            Ormai sarete curiosi di sapere in che modo sono stati restaurati i nostri Statuti: prima però, approfondiamo quale sia il kit di un professionista del settore per portare a termine un intervento di restauro librario. Di quali strumenti e materiali ci si serve, dunque, per espletare le operazioni di restauro? Già la scelta dei materiali da utilizzare implica una verifica meticolosa delle loro caratteristiche chimico-fisiche: essi devono essere il più possibile simili a ciò che si deve restaurare oltre a  garantire una certa durabilità nel tempo. Il deterioramento dei volumi antichi, infatti, è spesso imputabile alla presenza di sostanze modificate: per questo motivo è importante che le componenti dei materiali utilizzati per il restauro siano chimicamente stabili, non particolarmente appetibili per gli insetti e resistenti all'uso e all'invecchiamento naturale. ...

Prevenire è meglio che curare

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            Prima di affrontare nel dettaglio il processo di restauro che è stato condotto nei due esemplari di Statuti della Terra di Sant’Agata, ritengo sia opportuno soffermarsi sul concetto di conservazione e prevenzione applicato ai beni documentali e librari. Statuto membranaceo prima del restauro           Per citare Antonella Salvi (Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna) “ La nozione di conservazione implica una fondamentale distinzione fra il restauro, intervento curativo che riporta l’opera a una rinnovata integrità e la conservazione preventiva, intesa come l’insieme delle azioni e attenzioni che allontanano i processi di degrado dell’opera. ” Statuto membranaceo dopo il restauro                   Per quanto paradossale possa sembrare, infatti, il libro può es...

Il tarlo della corrosione

          Prima di salutarvi per le vacanze e aspettarvi a settembre con nuovi articoli e approfondimenti sulla conservazione e il restauro degli Statuti di Sant'Agata, vi lascio con un post divertente ed ironico nel quale si parla di danni ai libri provocati da insetti e roditori.         Per farlo, mi servirò della 'voce' di poeti latini e greci che già nell'Antichità lamentavano con i loro epigrammi come non fosse del tutto vero che scripta manent, dal momento che papiro e pergamena erano frequentemente attaccati da insetti carticoli che ne minacciavano il loro destino.          Nell'antichità come ai giorni nostri, tarli e altri simili animali furono simbolo diffuso dell'azione devastatrice e inarrestabile del tempo, così come ci hanno tramandato celebri poeti nei loro componimenti: " Le lettere mi hanno nutrito, ma cosa sia una lettera io nemmeno lo ...

Avaro agricoltor non fu mai ricco*

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De accuse et Denutie de li damnificati contro li Saltari...                            In un'epoca caratterizzata da carestie in grado di compromettere il raccolto di un'intera annata, tanto da mettere in serio pericolo la sopravvivenza di una società già minacciata dal propragarsi di epidemie trasmesse da animali domestici e dal bestiame, non ci stupiamo che un intero libro degli Statuti sia dedicato alla trattazione delle pene riservate a coloro che contribuivano volontariamente, in prima persona, a mettere a repentaglio il raccolto altrui, per invidia, cattiveria o altra ragione poco nobile.              In un'epoca caratterizzata da una tecnologia primitiva e poco efficiente, non sorprende che venisse prevista una punizione anche per coloro che volontariamente facessero ammalare o morire un...

Dei delitti e delle pene

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Incipit del Libro Tercio "De Maleficii"            Immaginiamo di avere una macchina del tempo e di intraprendere un viaggio nella S.Agata Ferrarese : se un nostro contemporaneo decidesse di "infiltrarsi" tra i suoi concittadini di cinquecento anni fa, che trattamento riceverebbe nel caso si trovasse coinvolto in un delitto? A parità di crimine commesso, la pena che gli verrebbe inflitta, sarebbe maggiore o minore di quella che subirebbe oggi?            Il terzo libro degli Statuti, infatti, si occupa di determinare le pene di natura sia economica che corporale per i reati commessi contro le persone e le proprietà.            Nel corso del post, dunque, esamineremo l'iter burocratico al quale erano sottoposti i criminali - dall'accusa formale alla pena - così come era stato definito nella legislazione estense.      ...