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Prevenire è meglio che curare

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            Prima di affrontare nel dettaglio il processo di restauro che è stato condotto nei due esemplari di Statuti della Terra di Sant’Agata, ritengo sia opportuno soffermarsi sul concetto di conservazione e prevenzione applicato ai beni documentali e librari. Statuto membranaceo prima del restauro           Per citare Antonella Salvi (Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna) “ La nozione di conservazione implica una fondamentale distinzione fra il restauro, intervento curativo che riporta l’opera a una rinnovata integrità e la conservazione preventiva, intesa come l’insieme delle azioni e attenzioni che allontanano i processi di degrado dell’opera. ” Statuto membranaceo dopo il restauro                   Per quanto paradossale possa sembrare, infatti, il libro può es...

Si fa presto a dire carta

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Incipit del codice cartaceo del 1758         Nel post precedente abbiamo approfondito il testo del secondo libro degli Statuti santagatesi, entrando nel vivo della trattazione legislativa e giudiziaria al tempo degli Estensi.          Sospendiamo ora, per un momento, la disamina del contenuto degli Statuti, per conoscere invece più da vicino il materiale di cui è costituita la seconda copia in possesso dal Comune di S.Agata. La copia trascritta da don Azzaroli nel XVIII secolo, è, come si può facilmente intuire, interamente cartacea: come avevo già anticipato qui , la pergamena lascia il posto al nuovo supporto già a partire dal XV secolo: la carta non va semplicemente ad affiancarsi alla pergamena come supporto per la scrittura, ma, come osserva brillantemente Ezio Ornato " la sostituisce, invadendo una dopo l'altra tutte le nicchie tipologiche del manoscritto, ad eccezione dei testi liturgici" e legali...

Cinquanta sfumature di pergamena

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Codice durante le fasi di restauro del supporto scrittorio   L'esemplare più antico dei due codici contenenti gli Statuti della Terra di S.Agata è interamente composto di pergamena , un materiale scrittorio di origine animale, a differenza della carta che si ricava da fibre vegetali. Primi fogli del codice durante il restauro   Nelle sue Naturalis Historia (libro XIII, 11, 70) lo storico romano Plinio il Vecchio ci racconta che Tolomeo V, faraone d'Egitto, per ostacolare lo sviluppo della biblioteca del rivale Eumene II, re di Pergamo (197-158 a.C.), avesse vietato l'esportazione di papiro a quest'ultimo.  Per aggirare un embargo che avrebbe di fatto posto un freno non solo all'attività letteraria e culturale della vivace città, ma anche alle dinamiche commerciali, il re, in sostituzione del papiro, avrebbe allora usato della pelle animale opportunamente tensionata e lisciata. Il nome di pergamena dato a questo substrato forte e flessibile,...

Siamo fatti cosí: il libro, anatomia di un manufatto inimitabile

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Uno, molti, diversi:  i libri, non solo esternamente, non sono tutti uguali Nei post precedenti ci siamo soffermati sul ‘contenuto’ degli Statuti della Terra di S.Agata. Prima di dedicare altre pagine all'approfondimento delle norme che hanno regolato la vita dei cittadini per oltre due secoli, vorrei aprire una digressione a mio parere necessaria: come si è arrivati a produrre il libro nella forma e nella struttura che tutti conosciamo? Quello che seguirà non sarà certamente un post esaustivo dell’argomento: vuole semplicemente offrire una breve panoramica di una vera e propria ‘innovazione tecnologica’ che ha permesso al sapere di diffondersi e - in questo caso - alla ‘legge’ di essere conosciuta e applicata*. Fin dall’antichità, per trasmettere un messaggio, per scrivere una storia, ma anche per annotare i conti di casa o vergare un documento ufficiale, gli uomini hanno inciso, dipinto o scritto sui supporti più disparati: dalle pietre alle pelli, dalle tavolett...